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Servizio civile: informazioni generali

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CHE COSA E' L'OBIEZIONE DI COSCIENZA

Dal 1972 esiste in Italia una legge (recentemente sostituita da una nuova normativa, la legge 230/98) che permette di assolvere gli obblighi di leva con una prestazione non armata al servizio della società: un Servizio Civile avente pari durata, dignità e diritti del servizio militare, e come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria. Si tratta di un diritto soggettivo riconosciuto ad ogni cittadino che si dichiari contrario all'uso delle armi e rifiuti per questo l'arruolamento nelle Forze Armate, esprimendo questa scelta nell'esercizio del diritto alle libertà di coscienza, pensiero e religione riconosciute dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Come si fa?

Per avvalersi di questo diritto il cittadino deve presentare una domanda di Obiezione di Coscienza (OdC) in cui si dichiara contrario all'uso delle armi e della violenza, esprimendo le proprie motivazioni in proposito, e chiede pertanto di essere ammesso a svolgere il servizio sostitutivo della leva armata.

Possono avvalersi di questo diritto tutti i cittadini dichiarati abili e arruolati alla visita di leva, purché non sussistano le cause ostative previste dalla legge: il possesso del porto d'armi, l'aver subito condanne con sentenza di primo grado per detenzione o uso di armi, l'aver presentato da meno di due anni domande di arruolamento in corpi armati. E' necessario includere nella domanda una auto-dichiarazione della non sussistenza di tali cause ostative. La domanda va scritta in carta semplice, intestata al Ministero della Difesa e presentata al Distretto Militare (o Capitaneria di Porto) di appartenenza ( per Cortona il Distretto Militare di Firenze).

Scarica il modulo, ricordati che le firme devono essere autenticate (p.es. presso l'ufficio Anagrafe del tuo comune di residenza), la domanda può essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al Distretto Militare di appartenenza, oppure consegnata direttamente al sopradetto Distretto Militare che rilascerà apposita ricevuta.

Quali diritti ?

Gli stessi del giovane sotto ferma di leva militare, a cui l'obiettore in servizio è formalmente e a tutti gli effetti equiparato. Paga giornaliera, numero di licenze, diritto di mantenere il posto di lavoro per tutta la durata del servizio, punteggio nei concorsi pubblici, validità ai fini dell'anzianità lavorativa riguardano quindi tanto il militare di leva quanto l'obiettore in servizio civile. Le sole limitazioni nella futura attività lavorativa per chi svolge il servizio civile sono il divieto di compiti che prevedano l'uso, la fabbricazione o il commercio delle armi, sotto qualsiasi forma. Resta ovviamente il divieto di conseguire il porto d'armi.

Entro quali termini?

La domanda va presentata entro 15 giorni dopo la visita di leva.

Chi ha sostenuto la visita di leva con le vecchie norme (cioè in data precedente al 1 gennaio 1999) e ha tuttora in corso il rinvio per motivi di studio, può ancora presentare la domanda ma deve farlo tassativamente entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello della chiamata alle armi. L'anno della chiamata alle armi è quello dell'esame di maturità per chi dopo le scuole superiori non prosegue gli studi, quello della laurea (o del compimento dei 26-27-28 anni, a seconda se la facoltà dura 4-5-6 anni) per chi si iscrive all'università e rinnova il rinvio di anno in anno.

Coloro che hanno il rinvio a copertura di tutto il 2000 avranno tempo fino al 31/12/2000 per presentare la domanda di obiezione, e così via per gli anni successivi.

La presentazione della domanda non pregiudica il diritto di continuare ad usufruire del rinvio per motivi di studio, nel caso in cui se ne abbia ancora diritto.

Per coloro che invece hanno compiuto 18 anni dopo il 1 gennaio 1999, e quindi effettueranno la visita di leva solo al termine degli studi (dopo la fine dell'ultimo rinvio), vale la regola enunciata all'inizio: dovranno presentare la domanda di obiezione entro 15 giorni dopo la visita di leva.

Quando mi chiamano ?

Per chi ha presentato la domanda fino al 31 dicembre 1999, vale il meccanismo del silenzio-assenso: se entro 6 mesi dalla presentazione della domanda non si riceve comunicazione, essa si intende automaticamente accolta. Da questo momento (o dalla scadenza del rinvio, se all'atto del riconoscimento c'è ancora in corso un rinvio per motivi di studio) alla chiamata in servizio devono passare al massimo 12 mesi.

Per chi presenta domanda dopo il 31 dicembre 1999, non vale più il meccanismo del silenzio-assenso, ma entra in vigore un'altra norma, secondo la quale la chiamata in servizio deve avvenire entro 9 mesi dalla domanda.

Questi sono i termini massimi che il Ministero deve rispettare. Attualmente i tempi di attesa dovrebbero aggirarsi attorno ai 12-14 mesi dalla domanda (per chi non rinnova ulteriormente il rinvio, nel caso contrario diventano difficilmente prevedibili).

Nel caso (probabile) in cui i 6 mesi dalla domanda passino senza ricevere comunicazione, e nel caso (raro) in cui i termini massimi scadano, è opportuno inviare al Ministero della Difesa e al Distretto Militare di appartenenza una adeguata comunicazione (nel primo caso di domanda accolta automaticamente, nel secondo caso di congedo per decorrenza dei termini).

Il ritardo per motivi di studio

Con le nuove norme, insieme alla chiamata viene rinviata anche la visita di leva, che verrà effettuata solo al termine degli studi o comunque quando il cittadino in questione smetta di rinnovare il rinvio. La domanda di ritardo per motivi di studio va presentata all'ufficio leva del distretto militare o della capitaneria di porto competente, o può in alternativa essere spedita a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Vediamo i diversi casi che si presentano in successione nella vita di uno studente:

Il rinvio alle superiori

Può essere chiesto dai cittadini che frequentino l'ultimo triennio di un corso di istruzione secondaria superiore presso istituti statali o legalmente riconosciuti, a patto che non abbiano ancora superato i 22 anni e comunque non più di tre volte: gli studenti che usufruiscano di tre ritardi alla scuola superiore non potranno chiederne altri negli anni successivi, neanche se si iscrivono all'università. La domanda di ritardo deve essere corredata di un certificato di iscrizione rilasciato dalla scuola e deve essere presentata entro il 30 settembre dell'anno scolastico per il quale si richiede il beneficio. Ad esempio, chi intenda chiedere il ritardo per l'anno scolastico 2000/2001 deve farlo entro il 30 settembre 2000 e otterrà un rinvio valido fino al 30 settembre 2001. In particolare, il primo rinvio deve essere chiesto entro il 30 settembre dell'anno precedente a quello in cui si compiono 18 anni. Ad esempio, chi compie 18 anni nel 2001 deve chiedere il rinvio entro il 30 settembre 2000.

Il rinvio all'università

Può essere chiesto dai cittadini che frequentino corsi di istruzione universitaria di diploma o di laurea presso università statali o legalmente riconosciute, fino al compimento dei 25-26-27-28 anni, a seconda che il corso in questione abbia una durata legale rispettivamente di 3-4-5-6 anni. Per la prima richiesta è ovviamente sufficiente dimostrare di essere regolarmente iscritti, mentre per gli anni successivi bisogna dimostrare di aver sostenuto con esito positivo un certo numero di esami previsti dal piano di studi: un esame dopo il primo anno di frequenza, almeno tre esami in totale dopo i primi due anni, almeno sei esami in totale dopo i primi tre anni, ulteriori tre esami all'anno per ogni richiesta successiva. La prima richiesta di ritardo per motivi universitari (quella cioè immediatamente successiva al diploma di maturità) deve essere presentata entro il 30 settembre e deve essere corredata dal certificato di iscrizione (se non ci si è ancora iscritti si può allegare alla domanda una dichiarazione temporaneamente sostitutiva di essere in attesa di iscrizione, e c'è tempo poi fino al 31 dicembre per consegnare il certificato rilasciato dall'università). Per gli anni successivi il termine slitta al più tradizionale 31 dicembre, e la domanda deve essere in questo caso corredata di un certificato attestante gli esami sostenuti.

Attenzione: queste norme valgono esclusivamente per gli universitari immatricolati a partire dall'anno accademico 1998-99, mentre per quelli già immatricolati negli anni precedenti e tuttora in corso di studio restano valide le vecchie norme.

Scaduto il rinvio ...

Alla scadenza del ritardo per motivi di studio (mancato rinnovo del rinvio, raggiungimento dell'età massima prevista per il proprio corso di studi, conseguimento del diploma di maturità o di laurea, richiesta di rinuncia immediata al rinvio, ecc.) l'iter della chiamata si rimette in moto: nel trimestre successivo a quello in cui è scaduto il rinvio si viene chiamati a sostenere la visita di leva e entro il semestre successivo si viene chiamati in servizio (se idonei). A questi tempi possono eventualmente aggiungersi tre mesi di margine, a seconda delle esigenze delle Forze Armate.

Altre notizie utili ...

Gli studenti universitari che, pur avendo diritto a chiedere il rinvio, scelgono di espletare il servizio durante il corso degli studi hanno diritto alla concessione di quattro periodi di assenza dal servizio, ciascuno della durata di otto giorni, al fine di preparare e sostenere gli esami. Si tratta di una concessione aggiuntiva rispetto alle licenze, che vale a partire dal secondo anno di università.

Attenzione: nel caso in cui l'esame abbia esito negativo tali periodi di assenza non verranno computati ai fini dell'assolvimento del servizio e quindi andranno recuperati (o eventualmente convertiti in licenze).

Gli studenti universitari che non abbiano più diritto a chiedere il rinvio (sopraggiunti limiti di età o insufficiente numero di esami), ai quali manchino da sostenere non più di quattro esami più l'esame di laurea o di diploma universitario, possono chiedere di essere assegnati in servizio nel comune ove ha sede l'università o in un comune limitrofo. Gli stessi studenti hanno diritto inoltre alla concessione di quattro periodi di assenza dal servizio, ciascuno della durata di otto giorni per sostenere gli esami, e di ulteriori due giorni per sostenere l'esame di laurea o di diploma universitario. Tali periodi, da considerarsi aggiuntivi rispetto alle licenze, non saranno però computati ai fini dell'assolvimento del servizio qualora le prove di esame abbiano esito negativo

Un'ottima fonte informativa è il sito Internet http://www.serviziocivile.it/

 

 


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